Una giornata che non dimenticherò

Novi 19 Luglio 2009

…Ore 10.15 di domenica mattina:  in ritardo come al solito monto l’aliante di fianco all’amico Stefano e faccio la classica battuta: “oggi Stefano si fa il Cimone”......risata di entrambi considerandolo una chimera….

….Tutti schierati di buon ora e decollo previsto per le 12.30.

Esaltazione generale per le condensazioni che alle 11.00 si formano già sulla città tracciando strade nel cielo sia ad est che ad ovest.

Decolla il gruppetto degli apripista: Vittorio, Alberto, Luca e sul DuoDiscus Francesco e Paolo, che per questa volta “tradisce” il suo storico compagno di merende. A seguire: Franco, io , Stefano e Dino. 

Appena decollato Franco mi indica una potente ascendenza sulla città e aspetta me e Stefano fino al raggiungimento della base di 1400m. Subito dopo il nostro terzetto capitanato da Franco si lancia all’inseguimento dei primi in direzione ovest seguendo la strada di cumuli verso le Langhe. La marcia è veloce e in breve tempo “giriamo” la città di Alba, già lasciata dal gruppetto di testa che mantiene un vantaggio di 10 km.

Si punta quindi in direzione opposta per raggiungere gli Appennini ad est…

…Giunto sulla pianura, seguo, in fondo al gruppo, l’allineamento di cumuli che si sta arcuando verso nord per l’ingresso del vento da sud. Mi trovo in difficoltà nel risalire la quota sulla città di Alessandria e il mio distacco dagli altri aumenta.

Risalgo a fatica il tratto Alessandria Voghera dove i cumuli sono progressivamente spostati e impoveriti dal vento…

…Finalmente raggiungo i primi Appennini a est di Voghera dove la situazione decisamente migliora e faccio quota per “attaccarmi al nero” che segna la strada verso est. Raggiungo senza troppe difficoltà Bardi, poi Rubbiano dove finalmente termico in compagnia del DuoDiscus che è sulla via del ritorno insieme agli altri. Saggiamente hanno valutato rischioso ritardare ulteriormente il rientro per il vento meridionale destinato ad incrementarsi…

…Solo due indomiti e caparbi amici, Luca e Stefano, comunicano che intendono proseguire e io decido di procedere nella stessa direzione. 

Come giustamente fa notare Luca la strada al Cimone è scritta nel cielo e comunque, in ogni evenienza, manteniamo un ottima planata su Rubbiano. Il tratto di 75 km da percorrere presenta due allineamenti di cumuli: uno a sud sulle creste dell’Abetone ed uno più a nord che rimane sulla mia strada. Lo seguo timoroso, ma con la crescente speranza di raggiungere l’obiettivo…

…Volo da solo perchè non riesco mai a colmare “l’elastico” di 10-20 km che mi separa da Luca e Stefano. Tra una preoccupazione e l’altra resisto alla tentazione di girare verso casa appoggiato dalla voce del bravo e tenace Luca che oggi è più agguerrito che mai! 

Mi sento un pò solo  ma il cielo è facile ed ogni tanto scorgo qualche aliante dei parmensi che mi infonde sicurezza. Il Monte è là davanti, così lontano... ma così vicino che non voglio farmelo scappare. Proseguo mentre gli amici, dopo averlo “toccato”, sono già di ritorno…

…Non posso credere di riuscire a raggiungere quella montagna con la sola energia della natura quando in passato era stata più volte un ostacolo da evitare e da guardare dal basso nelle mie trasvolate in ultraleggero verso la Toscana.

…Ok ci sono......la raggiungo al lato nord  dove trovo una termica amica che mentre sostiene dolcemente il mio aliante mi consente di scattare alcune foto: ora ogni km è un passo verso casa.

Attaccato alle barbe vado come un treno fino a Rubbiano dove sulla verticale del campo risalgo alla dei base cumuli di 2400m… 

…Tra le due strade che mi si presentano di fronte scelgo quella più a nord sulla pedemontana che mi mantiene a portata di pianura. Mi sostiene discretamente fino a nord ovest di Bardi dove arrivo a 2000m. Vedo le antenne del Penice e proseguo in quella direzione mantenendo il bordo al sole dei cumuli, i valori sono deboli e, non trovando quasi nulla da “girare”, arrivo a 10 km a nord est del monte con 1400m. Ho la planata su Voghera ma dovrei abbandonare la strada per Novi e passare a nord delle ultime alture…

…Per fortuna Luca mi segnala una buona salita a sud ovest della montagna ma sono basso per scollinare. Sopra di me c’è un nero ormai scarico, ne percorro il bordo al sole e trovo un debole valore che mi fa guadagnare a fatica 100m.. Riesco così a scavalcare l’avvallamento a ovest della cima e trovo il +2 che mi fa raggiungere i 1600m per cominciare la vittoriosa planata verso Novi.

La soddifazione è tanta e urlo di gioia alla radio. 

Gli amici sono già salvi e mi aspettano sopra Cassano. Planiamo insieme verso Novi con l’umore alle stelle e con quota sufficiente per tagliare il vento da sud che arrivato a 20 nodi avrebbe reso impossibile il nostro rientro se non fosse rimasto confinato alla pianura…

 

Riflessioni:

…Grazie alle buone condizioni meteo il volo è sempre stato condotto con ampi margini di sicurezza avendo planate abbondanti sui vari atterraggi.

L’obiettivo è stato raggiunto grazie alla caparbietà di Luca che ha creduto nelle condizioni favorevoli ed è stato, accompagnato dal bravo Stefano, l’elemento trainante.

Voglio esprimere un grazie speciale a Vittorio e a tutti gli amici piloti più esperti che in ogni volo mi insegnano qualcosa e mi hanno aperto la porta del volo a vela con un altruismo fuori dal comune.

Naturalmente voglio anche esprimere riconoscenza a Vittorio Borgo che, oltre ad essere stato il mio istruttore (insieme a Luca e Giuseppe), è il vero motore della macchina che ci permette di volare.

 

Roberto Perax

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