Le insegne d'argento: un riconoscimento, una semplice patacca o forse un passaggio scritto da chi il volo a vela lo ha vissuto agli albori, un balzo fuori dal nido per imparare a conoscersi meglio.

E' una bella giornata di aprile e il cielo promette bene, c'è solo un po' di vento da nord-est ma nulla di preoccupante. Francesco snocciola le carte meteo illustrando gli sviluppi previsti per le prossime ore, le notizie sono buone e colto da un attimo di follia dichiaro a Vittorio di voler fare il tema per la C d'argento invece del solito giroingiro dove il cielo è più bello.
Ho guardato le carte e letto come un vangelo le info scritte dal Grinza proprio per questo volo, oggi si può fare basta volerlo veramente. Imposto il tema sul palmare inserendo Cassano come start poi Voghera città, Acqui e Novi per la chiusura.
Mi avvio verso il fido libellino per imbarcare carta, gps, acqua e qualcosa da mettere sotto i denti, attraversando l'hangar incrocio lo sguardo di Carlo che lascia trasparire tutta la sua approvazione per l'uso dei sistemi elettronici di navigazione borbottandomi dove dovrei mettermi il gps...
I controlli li ho fatti e l'aliante adesso è allineato dietro ad una fila degna di un ufficio postale genovese, finalmente decolliamo per 36 con Giorgio ai comandi del Robin. 

Dopo qualche minuto sgancio e trovo quasi subito un' ascendenza indicata da un bel baffetto nel cielo, metto da parte un po' di quota per poi virare a sud e raggiungere il primo pilone su Cassano 4 km. più giù, il palmare mi indica l'apertura del tema, inverto la rotta e punto verso un paio di cumuli belli grassi. Tra Tortona e Voghera mi trovo piacevolmente in compagnia di Fulvio, ci scambiamo qualche info e proseguiamo per alcuni chilometri insieme con lo stesso obiettivo. In volo l'asw20 è bellissimo da vedere e in planata è decisamente rapido ed efficiente, un vero spettacolo. Mentre giriamo ordinatamente la stessa termica il mio pensiero torna ad un paio di anni fa, quando facevo volare un modellino simile sul pendio vicino a casa, adesso ne ho uno in scala 1:1 a poche decine di metri e lo sto ammirando seduto a 1800m. di quota a bordo di un libelle... trattengo una lacrimuccia e continuo.
Ho finalmente in vista l'aeroporto di Rivanazzano e proseguo per la città di Voghera, girando il pilone mi accorgo che la strada del ritorno è cancellata e al suo posto c'è un bel "buco" blu su tutta la pianura. Poco male, procedendo più a est potrei agganciare una serie di cumuli sulla zona collinare e seguirli verso Garbagna mantenendo quindi una buona quota. 

Detto fatto qui si balla un po' e le forti discendenze prima delle termiche sono sottolineate da un suono poco amichevole del vario, avanti la barra e la salita non si fa attendere, qui il freddo bussa al finestrino e i miei piedi cominciano a raggiungere la temperatura di un calippo, via così tra un sorso d'acqua e uno snack fino a Vignole. Sono in volo da due ore e la strada finisce qui: adesso tra me ed Acqui c'è solo il blu, più a sud verso il Tobbio ci sono altri cumuli ma non trovo saggio provare a raggiungerli. Sconfortato e un po' sbattuto dalla tratta precedente punto casa ma...al diavolo! L'altimetro dice che ho ancora tanta benzina per cercare un valore da qualche parte ed è così! Dopo un paio di salite nel blu mi trovo a girare il mio terzo pilone sulla verticale del campo di Acqui, invertendo la rotta verso Novi trovo un'altra termica, perfetta per proseguire con un unica planatona verso casa passando tra la Mantovana e Francavilla, un paio di giri insieme al WhiskyHotel incontrato poco prima della città e poi giù a tutta birra per tagliare il traguardo chiudendo il tema, un po' incredulo e felice come un bambino a Natale!
Al suolo scosto la capottina e do una pacca all'Urka per la bella cavalcata, una di quelle che non si dimenticano.
 

16/04/11 Lorenzo C.

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